La pecora e la dramma perdute

La pecora e la dramma perdute

§ 465. Qui Luca fa seguire una collana di parabole: le prime perle di questa collana, da lui conservataci, si possono ben chiamare i gio­ielli della misericordia divina, e confermano al gioielliere il titolo de­cretatogli da Dante di scriba mansuedinis Christi (§138). Una breve introduzione serve da cornice a queste parabole della misericordia: Stavano a lui vicini tutti i pubblicani ed i peccatori per udirlo; e (quindi) mormoravano sia i Farisei che gli Scribi dicendo: “Costui accoglie i peccatori e mangia insieme con essi!”. Brontola­menti di questo genere erano già noti a Gesù, che aveva risposto in proposito molto tempo prima (§ 306). Questa volta rispose nuova­mente ricorrendo alle predilette parabole, le quali potevano giovare sia ai tracotanti condannatori sia ai poveri condannati. Il primo paragone fu preso dai costumi pastorali (§ 432 segg.). Un pastore ha 100 pecore e la mattina, fattele uscire dall'ovile, si mette in giro con esse per la steppa a farle pascolare. A una certa ora della giornata si avvede che una pecora manca; guarda e riguarda, non la vede. Non c'è dubbio: s'è perduta. Si sarà staccata dal gruppo, attirata da qualche valloncello più verde e ubertoso, e mentre il re­sto del gregge si allontana sarà rimasta là solitaria, ingannata dalla momentanea abbondanza ma esposta al lupo notturno. Presto! Bisogna far di tutto per ritrovarla, prima che calino le rapide ombre del vespero palestinese. Il sollecito pastore affida allora le altre 99 pecore ai garzoni, e corre alla ricerca della smarrita... Cala in valloncelli, sale su collinette, scruta su distese aperte, sempre col cuore angosciato; spia il roteare dei falchi, chiama, tende l'orecchio, non si dà pace, finché in un mo­mento di gaudio ode un belato. E’ la pecora perduta! Le corre dappresso. Per lei non ha una voce di rimprovero, non un gesto di minaccia; anzi l'alza di peso e se la mette sulle spalle, estendendo a lei il privilegio riserbato agli agnellini da latte che non possono an­cora camminare: trovandosi solitaria, quella povera bestiola avrà tanto penato, non meno del suo pastore, e merita bene quel privile­gio! Né il pastore avverte sulle sue spalle quel carico non leggiero: il gaudio di sentire addosso a sé la bestiola perduta gliene fa sembrare piacevole il peso. La sera poi, giunto a casa, il pastore non si occupa affatto delle altre 99 pecore che egli sa al sicuro, bensì chiama amici e compagni volendo condividere con essi il suo nuovo gaudio: Allegri! E’ andata bene! Eccola là, la pecora perduta! L'ho ritrovata! - Gesù concluse: Vi dico che così sarà gaudio nel cielo per un solo peccatore che si penta, piu' che per 99 giusti i quali non hanno bi­sogno di penitenza. Il secondo paragone è tolto dalle usanze domestiche, ma simboleg­gia l'identico insegnamento morale del primo. Una buona donna di casa, accorta ed economica, si è costituito un gruzzoletto a forza di piccole industrie e di risparmiucci. Sono dieci dramme, dieci lam­panti monete del valore complessivo di poco più che 10 lire in oro. La donna le tiene ben raggruppate dentro una pezzuola; la pezzuola è accuratamente ravvolta e legata a nodo; il prezioso involto sta gelosamente nascosto in un angoletto oscuro della casa, dove di tanto in tanto la donna va a far delle visitine per vedere che tut­to sia in ordine e per rallegrarsi la vista a quel luccichìo. Senonché un brutto giorno la visitatrice, slegato l'involto, trova che le dram­me non sono più dieci, ma nove. Che amara sorpresa! Dove mai sa­rà andata a finire la dramma mancante? Quando sarà scomparsa? Tutta affannata la donna ripensa alle ultime volte che ha maneg­giato il gruzzolo: forse è rotolata via il giorno tale, quando fece in fretta e furia quel pagamento; forse quell'altro giorno, quando scon­volse tutta la casa per far pulizia. E allora l'ansiosa donna si arma di lucerna e di scopa; scruta gli angoletti più oscuri, spazza una per una le fessure dell'impiantito, spia in tutti i bucherelli e in tutte le screpolature, fino a che scorge rimpiattata fra due assi la dramma mancante. Allora esplode la sua gioia rumorosa; la donna fa croc­chio con amiche e comari per raccontare a tutte il suo gaudio, come aveva fatto il pastore per la pecora ritrovata. E Gesù conclude: Così, vi dico, e' gaudio al cospetto degli angeli d'Iddio per un solo peccatore che si penta. In conclusione, conversione di uomini in terra significa in cielo gaudio di angeli.