L’eresia lefebvriana e la Messa “una cum”

Estratto del bollettino di Gennaio 2015 del Seminario della Santissima Trinità, Brooksville, Florida

Cari Cattolici,

Dopo il Natale scorso ho viaggiato in Inghilterra, dove ho tenuto delle conferenze e ho detto Messa in due posti, uno nelle Midlands, non troppo lontano da Birmingham, e l’altro al centro di Londra. Il proposito del viaggio era di dare una più grande possibilità ai Cattolici inglesi di assistere alla Messa senza la macchia del nome di Bergoglio.

Attualmente, in tutta l’Inghilterra c’è una sola Messa offerta, ed è a Ely, un po’ a nord di Cambridge. È in effetti l’eredità della Messa tradizionale in latino di Padre Baker, offerta per decenni in Downham Market. Poco dopo il decesso di Padre Baker, il centro Messa è stato trasferito un po’ a sud di Ely, dove è servito dai sacerdoti della CMRI. Al momento non c’è alcuna Messa libera dai modernisti offerta nella zona di Londra o nelle Midlands.

Abbiamo avuto venticinque persone alla Messa e alla conferenza di Londra, che è stato un buon inizio. Una madre e figlia sono venute perfino da Tipperary, Irlanda. Ho dato tre conferenze, che sono durate circa quattro ore. Erano intitolate L’era bergogliana, Una cum, e Gli errori del Vescovo WIlliamson. Hanno tutti ascoltato attentamente, e penso di aver convinto una parte di essi ad abbandonare la Messa contaminata dal nome di Bergoglio. Queste conferenze saranno disponibili a breve su True Restoration.

A differenza degli Stati Uniti, l’Inghilterra è stata quasi esclusivamente nelle grinfie della Fraternità Sacerdotale San Pio X, per molti decenni. Gli inglesi non sono mai venuti a conoscenza di alcunché al di fuori del solito motto riconoscere e resistere, proveniente dalla Fraternità, che significherebbe che Bergoglio è il papa, ma che noi saremmo giustificati a resistergli in tutte le cose, agendo come se lui non esistesse.

Come ho ribadito molte volte, questa posizione non è cattolica, perché implicitamente contiene l’eresia che l’intera gerarchia cattolica possa insegnare all’intera Chiesa delle dottrine false, e che possa prescrivere all’intera Chiesa discipline malvagie e una liturgia malvagia. Se questa eresia fosse vera, se fosse vero quindi che la gerarchia cattolica fa di queste cose, la Chiesa Cattolica difetterebbe dalla sua natura essenziale e dal suo scopo. Ma l’indefettibilità della Chiesa Cattolica è un dogma di fede.

Non conosco alcun lefebvriano che rifletta abbastanza sulla propria posizione da accorgersi che contiene un’eresia implicita. I lefebvriani operano sul principio secondo cui “nostro padre ci sta ordinando di fare qualcosa di sbagliato”. Partendo da questo, essi ragionano, erratamente, che come si resisterebbe al padre naturale se ordinasse qualcosa di sbagliato, così si può resistere al proprio padre soprannaturale.

Questa analogia è falsa, ed è caratterizzata da due problemi. Il primo problema è che il padre naturale non è dotato di indefettibilità, e non riceve alcun aiuto da Cristo tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Il secondo problema è che il proprio padre naturale sarà sempre proprio padre, per la ragione stessa delle cause naturali. La relazione del papa con la Chiesa, comunque, non può essere presente se la persona eletta ha l’intenzione di insegnare dottrine condannate o di prescrivere discipline malvagie e peccaminose all’intera Chiesa. Questo è esattamente ciò che i “papi” del Vaticano II hanno fatto, e questo stesso fatto è attestato dalle azioni della FSSPX: rifiutare la maggior parte delle dottrine del Vaticano II, le discipline, le leggi liturgiche. Le azioni sono più evidenti delle parole.

Quindi il lefebvriano è coinvolto implicitamente in un’eresia, una negazione dell’indefettibilità della Chiesa. Un’eresia, anche se solo implicita, comunque ammorba l’anima, e può facilmente portare un giorno alla perdita della fede. È come avere la polmonite senza accorgersene. Alla fine ti uccide. Per questa ragione è necessario che constantemente si ricordi ai fedeli di separarsi dalla Messa infettata da Bergoglio, perché riconoscere Bergoglio come l’autorità cattolica suprema significa ammettere implicitamente che la messa novus ordo e le riforme sono venute dall’autorità di Cristo.

Per quarant’anni, la FSSPX ha cercato l’unione coi modernisti, un’unione che sembra imminente (abbiamo infatti appreso che i cardinali della chiesa conciliare visitano abitualmente i seminari della Fraternità). Quelli della FSSPX fanno così perché percepiscono l’ovvio problema di essere separati dalle persone che loro stessi considerano essere l’autorità nella Chiesa: cioè gli stessi modernisti che hanno distrutto il Cattolicesimo Romano in ogni istituzione, in cui una volta invece il Cattolicesimo era fiorente. La storia teologica della FSSPX è stata tutto un zigzagare, perché la sua posizione comprende una contraddizione intrinseca: riconoscere la gerarchia conciliare come una gerarchia cattolica, e allo stesso tempo ignorarla, come se non esistesse, e rifiutare i suoi insegnamenti e i suoi rimproveri, sistematicamente e in larga scala.

S. E. R. Donald J. Sanborn
Rettore
Seminario della Santissima Trinità
Brooksville, Florida

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