Monsignore, non vogliamo questa pace!

Appena dopo la pubblicazione da parte dell’Arcivescovo Marcel Lefebvre, nel dicembre 1978, della lettera a Giovanni Paolo II, nella quale veniva offerto un accordo tra la FSSPX e Roma, Padre Guérard des Lauriers si oppose vigorosamente a questa proposta. Nella sua risposta pubblica, descrisse Mons. Lefebvre come un personaggio camaleontico, che teneva una posizione tradizionale per accontentare le masse – un Ponzio Pilato. In questa lettera presentò alcune delle precedenti azioni di Lefebvre che confermavano la sua affermazione.

Arcivescovo,

Voi eravate stato chiaro nella vostra lettera in merito ai contenuti del protocollo di accordo tra Econe e Roma: Econe, che fino ad ora abbiamo supportato; Roma, alla quale resistiamo, come alla quale voi pure resistete.

La lealtà richiesta dal servizio della Verità ci obbliga a dichiarare: non vogliamo questa pace. Sembra saggia. È, infatti, non più saggia di quanto Pilato mostrava di essere. Gesù fu mandato da Pilato perché era stato accusato di aver detto “Sono il Re dei Giudei” (Gv 19,21), mentre i giudei affermavano di “non avere altro re che Cesare” (Gv 19,15).

In realtà, Gesù non fu portato davanti a Pilato per una regalità “la cui origine non è di questo mondo” (Gv 18,36). E Gesù non intendeva morire per conservare qualcosa. Non aveva intenzione di morire per qualcosa tranne che per “dare testimonianza della Verità” (Gv 14,6); di là dalle apparenze, fu Pilato che dipendeva da Gesù, piuttosto che Gesù da Pilato. Sua Eccellenza, voi sottomettete la Messa al Papa perché essa disturba la celebrazione della “nuova messa” (così come l’ha chiamata Paolo VI), così come Gesù disturbava l’ordine farisaico “insegnando per tutta la Giudea” (Lc 23,5).

IN REALTÀ, LA MESSA NON DOVREBBE ESSERE SOTTOMESSA AL PAPA, perché il Papa dovrebbe rispettarla. Noi vogliamo, con la grazia di Dio, testimoniare la Verità: non vogliamo una pace che “diminuisce la Verità” (Salmi 11,2).

Pilato ricorre a degli espedienti per salvare Gesù. Fallisce. Fallisce tre volte, in modo da accentuare in un modo provvidenziale che non è possibile dare testimonianza alla Verità fintanto che non si è in assoluto accordo con la Verità. Pilato pensa che egli può salvare Cristo facendo ricorso ad Erode. Si rende ridicolo due volte: credendo che Gesù si salvi da quelli che vogliono la Sua morte e “diventando l’amico di Erode” (Lc 23,12). È una falsa unità, perché è un’unità contro Quello che è la Verità.

Vostra Eccellenza, voi avete fatto ricorso al Papa per conservare la Messa. E ammettete che può esserci nella Chiesa – inevitabilmente nella stessa Chiesa – la Messa che è LA MESSA e la “nuova messa”. E voi credete che “l’unità verrà ripristinata immediatamente a livello dei Vescovi locali”.

Quindi, l’unità della Chiesa non sarebbe più l’irradiamento dell’unico Sacrificio “che Cristo ha comandato per la Sua amata Sposa”! L’unità non sarebbe più quella della “Gerusalemme celeste che è libera ed è nostra madre” (Gal 4,26). L’unità si troverebbe degradata in una giustapposizione fatta sotto il pugno di ferro di un’autorità incondizionata. Questa è la parodia dell’unità! È un sacrilegio contro l’unità! Arcivescovo, noi non vogliamo questa pace o questa unità, che sarebbe contro la Verità, contro la santità della Chiesa, contro la Libertà che viene solo dallo Spirito di Verità. Per “salvare” Gesù, Pilato Lo mette al pari con Barabba (Mc 15,9). Come poté Pilato, beffeggiando la Giustizia che egli dovrebbe rappresentare, immaginare che una folla incostante possa imporre la giustizia sui propri capi farisei? Pilato poté solo lavarsi le mani (Mt 27,24).

Vostra Eccellenza, per salvare la Messa che è la Messa, la mettete al pari della “nuova messa”, nel nome della Religione che voi professate. Come potete immaginare che, istruite dal vostro esempio, quelle persone instabili e deboli che voi seguite al posto della Verità possano ripristinare il senso della vera Religione in una Chiesa occupata da “alti prelati” del dio di questo mondo? Non ci si può sedere allo stesso tavolo con Satana. È la strada per l’Inferno a essere lastricata di queste buone intenzioni, che giustifica i mezzi con i fini, perpetrando un male evidente sotto l’illusione di fare del bene.

Vostra Eccellenza, non vogliamo questa pace che sacrifica le richieste della Religione dello “Spirito e Verità” (Gv 4,23) per l’effimera soddisfazione di una tranquillità egoista. Pilato “non trovò niente in Gesù che meritava la morte” (Lc 23,15). Era, comunque, “castigando Gesù” (Lc 23,16), che Pilato pensò di comprare dai Giudei il rilascio del loro Prigioniero. L’ordine pubblico può avere questo prezzo, vero? Qualche sferzata di frusta, anche se è ingiusta. Ma Pilato fallisce. L’unico risultato è che la Carne della Parola Incarnata è flagellata, il Suo Sangue scorre, Lui Stesso è umiliato.

Vostra Eccellenza, se ci fosse nella Chiesa – Dio non lo permetta – come voi desiderate, sia la Messa che è LA MESSA, sia la “nuova messa”, le furbe inchieste fatte circa la preferenza del “popolo di Dio”, debitamente manipolate, trasformerebbero la Messa della minoranza in una presa in giro. L’unico risultato sarebbe che la vasta pratica sacrilega delle Consacrazioni della “nuova messa”, ma di fatto private dell’obiettivo (perché queste Consacrazioni di fatto non hanno avuto luogo), avrebbero ora tutto il loro carattere blasfemo a colpire la vera Presenza Reale. Avete considerato questo? Potrebbe mai il prezzo di questa falsa sicurezza, fondato sull’illusione di una sottomissione incondizionata a coloro i quali fecero tutto il possibile per distruggere la Chiesa, essere inflitto al Cristo Crocifisso che soffre la più insolente delle flagellazioni?

Vostra Eccellenza, non vogliamo questa pace che sarebbe aggravata da così tanti peccati. Ricade su di noi, su noi e non sul Cristo Croficisso, il “completare” con questo accordo ciò che, senza di noi, manca a questa flagellazione. Arcivescovo, il vostro protocollo di pace infligge il colpo finale a una fiducia che non possiamo più riporre in voi, a riguardo sia della questione della Messa, sia di quella della “autorità”.

Avete celebrato la “nuova messa” dall’inizio dell’Aprile 1969 al 24 dicembre 1970.

Il 5 Maggio 1969, alcuni amici che vi stimavano, incluso colui il quale firma queste righe, vennero ad assistere alla Messa che voleste celebrare all’altare dove riposano le ossa di san Pio V nella Basilica Romana di Santa Maria Maggiore. Stupore, scandalo, dispiacere! Sulla tomba di san Pio V, c’era la “nuova messa” che voi avete celebrato! Al momento di partire, pressato in piazza da domande rispettose e tristi, avete dichiarato: “Se qualcuno vedesse l’Arcivescovo Lefebvre celebrare la Messa tradizionale, si rischierebbe di sollevare uno scandalo!”.

A quegli stessi amici, che, incoraggiati da voi, si accingevano a scrivere il testo che poi divenne la Lettera dei Cardinali Ottaviani e Bacci, deste confortanti rassicurazioni: “Avremo 600 Vescovi a firmare questa lettera”. Sarebbe stato abbastanza per smuovere il Papa! Invece, non ci fu nemmeno un singolo Vescovo, neanche voi stesso.

Come dato di fatto, eravate più preoccupato a “non dare scandalo” piuttosto che a difendere la Verità. Temiamo che la vostra lettera n. 16 ad amici e benefattori riveli che voi non siete cambiato.

Avete continuato a celebrare la “nuova messa” sia a Friburgo, sia a Econe. Nonostante ciò, cominciavano a balenare le prime speranze: Bernard Tissier de Mallerais, Paul Aulagnier, Bernard Waltz, e altri tre. Il 24 Dicembre 1969, al termine del pasto di mezzogiorno, il sacerdote domenicano che firma queste righe, all’epoca residente a Econe, con rispettosa ironia vi disse:

“Monsignore, è un peccato che, nel difendere la Tradizione, voi celebriate la ‘nuova messa’, che non è la Messa della Tradizione”. Questa semplice osservazione ha letteralmente dato fuoco alla polvere da sparo. I “sei”, tutta la vostra speranza di vita, esplosero. Ognuno a suo modo e tutti insieme vi posero la medesima domanda: com’è possibile basare la fedeltà alla Tradizione su una “messa” che è stata “innovata” contro la Tradizione? Quell’incidente fu molto impetuoso ma, ad ogni modo, risolto rapidamente. Eppure, sia che si tratti di qualche coincidenza dovuta all’azione dello Spirito Santo insieme a un moto interiore da parte vostra, c’è il fatto che il 24 Dicembre 1970, alla Messa di mezzanotte, siete tornato a celebrare la Messa secondo il rito promulgato da san Pio V, con grande gioia di tutti i presenti.

Probabilmente avete seguito lo Spirito Santo. Ma, ahimè, tutto è successo come se stavate seguendo le masse al vostro seguito. Da allora in poi, avete seguito la stessa tattica. Se non aveste supportato la Messa tradizionale, il seminario di Econe sarebbe stato deprivato del suo fine, e coloro che vi sostenevano avrebbero sentito l’obbligo di abbandonarvi.

Ciononostante, non avete mai condotto un serio studio dottrinale della “nuova messa”. Avete affermato che è valida, senza giustificarlo. E avete stabilito “norme” su come comportarsi a riguardo dalle quali molti dei fedeli, ed anche seminaristi di Econe, posso dedurre qualunque cosa vogliano. E ora – tutto ciò è infelicemente troppo coerente – ammettete che la Messa e la messa possono coesistere nella Chiesa. Questo è “ecumenismo” dentro la Chiesa, il parossismo di un falso ecumenismo che rimpiazza con una unione ingannevole la vera unità, che è la sottomissione incondizionata alla Libertà ispirata dalla Verità.

Nello stesso modo, Vostra Eccellenza, avete ammesso che ci potrebbe essere una “interpretazione tradizionale del Vaticano II”, anche dopo aver scritto – grazie a Dio e grazie a voi – l’opera Io accuso il Concilio.

Perché rifiutate di esprimervi chiaramente, sulla “autorità” dei principi che inevitabilmente manifestano le vostre accuse giudiziose? Invece, come un supposto contrattacco, voi imitate i ciechi falsi profeti che “guidano l’un l’altro nel fosso” (Mt 15,14), annunciando una falsa pace seguita da una falsa prosperità! O dobbiamo parlare o dobbiamo rimanere in silenzio. Ma non possiamo proclamare l’errore e tacere la verità. È con profondo dispiacere, credetemi, Vostra Eccellenza, che siamo obbligati in coscienza a ricordarvelo.

Non possiamo più fidarci di voi. Non siamo “contro di voi”, siamo ancora “per voi”, ma non possiamo più “essere con voi”. Contate di salvare tutto attraverso la Fraternità San Pio X; l’intera Chiesa, certamente, vi sarà grata per quello che avete fatto. Ma, Vostra Eccellenza, voi promettete troppo per poter essere vero. Ricordate la promessa dei 600 Vescovi mai materializzata? Ricordate di quando in quel “5 Maggio 1975 avreste agito fermamente contro Roma, a qualsiasi costo”, era perché vi siete opposto a coloro di cui oggi pensate potete fidarvi, coloro di cui siete diventato vittima sin da quando avete iniziato a seguirli.

Vostra Eccellenza, non possiamo più “essere con voi”. Noi siamo solo “incondizionatamente” con la Verità!

Giovedì Santo, 12 Aprile 1979

M.L. Guérard des Lauriers, O.P.

FONTE: You Act Like Pontius Pilate

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